ORIENTARSI - Mondo Voc ottobre 2014                                                                 Torna al sommario

 

 

GESÙ INVITA MA NON OBBLIGA

“Ammaestrare” la società secolarizzata

Una riflessione sulle parole del Vangelo di Matteo

 

 

 

Gesù ci invita a seguirlo ma non ci obbliga. Per questo nel mondo ci saranno sempre l’incredulità e la laicità. Ma chi crede in lui avrà vita piena.

 

 

di Graziano Ghisolfi

 

 

discorso-della-montagna

Gesù è stato molto chiaro nelle sue ultime parole. L’evangelista Matteo, in maniera analoga agli altri due Vangeli sinottici (Marco e Luca), termina il suo scritto con un invito perentorio del Maestro: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt. 28,19–20).

Le parole di Cristo non sembrano dare spazio a molte interpretazioni: d’ora in avanti il compito degli apostoli sarà quello di andare presso “tutte le nazioni” per ammaestrare e battezzare. Certo, Egli sarà con i suoi discepoli «tutti i giorni, fino alla fine del mondo»; e questa è certamente una consolazione. Ma la parte “imperativa” della frase potrebbe quasi assomigliare, agli occhi di qualcuno, all’invio di agenti di commercio che devono fare “budget” obbligando le persone ad abbracciare la nuova religione.

 


Un quesito plausibile

Giustamente ci si potrebbe anche domandare se il comando perentorio di Gesù sia da riferirsi ai soli discepoli che “devono” ammaestrare e battezzare oppure se ci sia sottinteso anche il “dovere” degli ascoltatori di aderire a questo annuncio. Forse sto esagerando, ma potrebbe sorgere questa domanda: ci troviamo davanti a un Gesù integralista?

Per trovare una risposta penso che occorra scorrere con un po’ di tranquillità altre pagine di Vangelo e andare alla scoperta del Suo modo concreto di agire. Solo qualche episodio. Questo ci aiuterà a comprendere meglio le sue ultime parole.

 


Sulle tracce della risposta

Pescatori-di-uominiRimaniamo, allora, nel Vangelo di Matteo. Gesù inizia la sua attività pubblica con un annuncio: «Gesù cominciò a predicare e a dire: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 4,17). Non obbliga nessuno: annuncia una novità (il regno dei cieli è vicino) e invita ad un cambio di vita.


Appena dopo sembra più direttivo, ma sarà sempre la libertà del destinatario a determinare l’esito dell’incontro: «Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono» (Mt 4,18-22).


Vedendo quello che opera, soprattutto le guarigioni, la gente si accalca attorno a Lui e lo cerca continuamente. Solo a questo punto Gesù si permette di prendere la parola e di “ammaestrare” la folla. Nel Vangelo di Matteo seguono, allora, quelle stupende pagine che noi definiamo “Discorso della Montagna”. Al termine, la folla lo segue ancora senza alcun obbligo e Gesù continua nel suo impegno di guarire i malati.


C’è, poi, un episodio significativo raccontato diffusamente nel Vangelo di Giovanni, al capitolo sesto. Dopo la moltiplicazione dei pani inizia una lunga controversia con i Giudei che, in buona sostanza, non accettano le parole di Gesù. Di fronte alla sua predicazione si affaccia lo spettro della crisi perché non è compreso. «Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: Volete andarvene anche voi? (Gv 6,66-67)». I dodici decidono di stare con Lui («Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio», dice Pietro), ma molti altri se ne vanno. Si sentono, e lo sono, assolutamente liberi di andarsene via.

 


Una proposta che non è impositiva

insegna-agli-apostoliQuesto è quello che fa Gesù: annuncia, propone una nuova vita, guarisce, consola, ma non impone nulla. Ciascuno è sempre libero nell’aderire o meno alla sua proposta.


Gli Apostoli hanno visto come si è sempre comportato il Maestro. Sulla scorta del suo esempio andranno a predicare in tutte le nazioni. Tutti potranno essere raggiunti dall’annuncio di salvezza, ma nessuno sarà obbligato a seguirlo.


Nel mondo ci sarà sempre spazio per l’incredulità e anche per la laicità: Gesù lo mette in conto. Però sa che, se crediamo, abbiamo una vita più piena.

 

 

 

 


Copyright © La riproduzione degli articoli di MondoVoc richiede il permesso espresso dell'editore