Stampa E-mail

ATTUALITÀ - Mondo Voc novembre-dicembre 2014                                    Torna al sommario


 

L’APPELLO DI PAPA FRANCESCO SULL’USO DEI BENI RELIGIOSI

Una Chiesa con le porte aperte

L’esortazione ad aprire i conventi ai profughi e ai poveri, invece di metterli a reddito come alberghi, ha avuto un effetto dirompente: ha smosso le coscienze un po’ addormentate di religiosi e laici che avevano perso di vista il Vangelo

 

di Salvatore Izzo


02448“I conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi. I conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati. Il Signore ci chiama a vivere con generosità e coraggio l’accoglienza nei conventi vuoti”
. Queste parole pronunciate da Papa Francesco il 10 settembre 2013 nella chiesa del Gesù gremita da profughi, volontari e operatori del Centro Astalli - che aveva appena visitato - destarono un’emozione profonda in tutto il mondo cattolico italiano, seguita per molti da un esame di coscienza, quasi una presa d’atto di realtà che non si volevano vedere: è inutile teorizzare la solidarietà, cioè riempirsi la bocca di proclami che poi lasciano il tempo che trovano. “Servire - per Bergoglio - significa riconoscere e accogliere le domande di giustizia, di speranza, e cercare insieme delle strade, dei percorsi concreti di liberazione.

Non basta dare un panino, ma bisogna accompagnare queste persone”.  E poco più di un anno dopo il richiamo di Francesco possiamo già vederne i frutti: “nelle parrocchie e negli istituti religiosi in Italia sono state accolte quasi quattromila persone in risposta all’appello del Papa”, ha reso noto monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei.



DSCN1250Una lettera dal Vaticano
Da parte sua, la Santa Sede ha indicato con chiarezza alle comunità di vita consacrata i principi per l’amministrazione delle risorse al servizio della carità: già prima dell’estate, gli Istituti religiosi hanno ricevuto infatti una lettera circolare con le indicazioni di Papa Francesco sulle “Linee orientative per la gestione dei beni”. Si tratta di consigli pratici che “servono per vivere evangelicamente la dimensione economica e promuovere la missione della Chiesa nel mondo”. Il punto di partenza è il monito evangelico: “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.

Per la gestione dei beni, dunque, “si chiede fedeltà al carisma, ma allo stesso tempo di perseguire un obiettivo comune basato sulla carità evangelica”. E nelle nuove disposizioni, si sottolinea l’importanza del dialogo con la Chiesa locale, per maturare insieme decisioni impegnative come “chiudere case o opere, alienare immobili, mantenere una presenza religiosa armoniosa con le necessità della città e della diocesi”. L’intento deve essere “garantire opere missionarie innovatrici e profetiche” agendo con “efficacia e responsabilità”, perché come spiegava San Vincenzo de’ Paoli nel ‘600 “non c’è carità che valga senza una buona organizzazione”.



iraq-cristiani-profughi-erbil-hAl di là del Tevere
Nel cuore di Roma, a due passi dal Vaticano, in via Santa Maria in Cosmedin, a raccogliere l’appello di Francesco sono state per prime le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, che hanno messo a disposizione la foresteria della loro Casa Generalizia, fino a pochi mesi fa adibita ad alloggiare i parenti delle religiose in visita, che è stata trasformata in luogo di accoglienza per tre donne rifugiate e una delle loro figlie.

201707410-9d83dd35-f28f-4188-b8f6-05e341f39dad“L’appello di Papa Francesco ha fatto cadere paure e preoccupazioni. E la vita consacrata ha il dovere di rispondere per prima”, ha spiegato suor Gianna Baratta, ricordando il quarto voto ‘di servizio ai poveri’ fatto da lei e dalle consorelle.
A prendere sul serio le parole del Papa chiamato quasi dalla fine del mondo sono stati poco lontano, ma dall’altra parte del Tevere, anche i frati minori che nel complesso di S. Francesco a Ripa Grande, accolgono in 18 stanze dedicate a questo servizio profughi e poveri cui offrono una vita di famiglia, con assistenza legale e sanitaria, per un tempo che spazia dai tre mesi a un anno: un periodo di rinascita in cui cercano lavoro, intrecciano relazioni, tornano a vivere in società.

Lo stesso fanno, a qualche chilometro di distanza le Suore di San Giuseppe di Chambéry che hanno inaugurato di recente “Casa San Giuseppe”, un appartamento indipendente all’interno della loro sede provinciale: dove un tempo abitava il contadino che si occupava dei terreni circostanti, vivono ora alcuni rifugiati musulmani del Gambia. Invece, nella periferia Ovest di Roma, in via di Val Cannuta, le religiose della Compagnia Santa Teresa di Gesù hanno ‘ospiti’ inviati direttamente dal Centro Astalli.

 

Vescovo

Da Sud a Nord

Nel cuore della Sicilia, l’appello di Papa Francesco è stato accolto dal vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, che si è detto “pronto ad aprire anche l´episcopio e a mettere a disposizione di questi fratelli gli spazi disponibili, perché l´emergenza attuale mi chiede questo. Vale per i profughi e anche per le forme di povertà presenti nelle nostre città”. Intanto il presule ha chiesto ai suoi collaboratori di individuare delle strutture sul territorio diocesano e il primo edificio destinato all’accoglienza è stato il convento Valverde di Scicli, abitato fino a tre anni fa dalle Suore Mercedarie; oggi ospita un buon numero di migranti, provenienti dal centro di prima accoglienza di Pozzallo.
A Brescia, invece, sono i missionari Comboniani che hanno avviato una iniziativa di accoglienza, la “Tenda di Abramo”, che dedica un’ala della casa all’ospitalità gratuita di 20 migranti, seguiti da volontari. 

A volte sono stati i fedeli stessi a mobilitarsi perché le strutture ecclesiastiche venissero adibite a funzioni sociali invece che abbandonate o dismesse: è accaduto, ad esempio, a Piglio, in Ciociaria, dove, spinti dalle proteste dei cittadini i frati minori conventuali sono tornati per accogliere gli anziani soli nel loro convento.

 

 

 


Copyright © La riproduzione degli articoli di MondoVoc richiede il permesso espresso dell'editore

 

 

 


Condividi l'articolo