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F_bs2007Settembre 2012

Formazione permanente

Formati dalla vita

Il libro parte dall’ipotesi che per la FP non ci siano ricette prefabbricate, ma che sia importante realizzare un percorso educativo permanente, dove ognuno/a e tutti/e abbiano una loro parte da giocare in prima persona, ognuno/a con il proprio vissuto esperienziale, sotto la guida di chi, in quanto formatore, non solo è compagno/a di viaggio ma è anche testimone e maestro/a di vita.
Nella prima parte – rifacendosi alla Bibbia e al Magistero – gli autori offrono le “Parole” che motivano e spingono all’impresa. Nella seconda parte, più a carattere psicodinamico e pedagogico, traducono l’ itinerario nei vissuti quotidiani, con delle tappe specifiche verificabili lungo il corso dell’anno, per rendere operativo il lavoro di discernimento e di integrazione tra ideali e realtà quotidiana, a misura di persona e di fraternità.

La vita è formazione
Dio è il vero autore della formazione, attraverso la sua Parola, la Grazia, la liturgia. Ma colui che si sente in formazione sa imparare anche dagli altri, in ogni momento della vita e in ogni servizio che offre, nel successo e nell’insuccesso, da giovane, adulto o anziano, quando sta bene e quando è malato.
È perciò necessario superare la concezione troppo intellettualistica della formazione permanente, come se si trattasse soltanto di rinfrescare costantemente le idee, le prospettive teologiche, gli aggiornamenti culturali. È necessario anche dare un peso formativo all’esperienza, alla vita vissuta di ogni giorno, ricca di storia e di relazioni, nell’ambito della trasfigurazione. Questa visione trasformativa della propria esistenza come adesione al progetto di Dio non la si ottiene magicamente o attraverso formulazioni dottrinali, così come il senso della propria vita «non lo si ottiene su ricetta». Ma è piuttosto frutto di un quotidiano, paziente lavoro di integrazione tra l’ideale di perfezione e la realtà di ogni giorno, consapevoli sia delle fragilità umane sia delle tante opportunità che ci parlano di Dio e della sua fedeltà di amore per ogni creatura.

Lasciarsi interrogare
La persona è invitata a porsi in FP come chi si lascia interrogare dalla vita, rispondendo in ogni situazione secondo l’orientamento di senso che qualifica la sua esistenza. La vita pone a tutti continuamente delle domande, che esortano a fornire risposte di senso nelle vicende di ogni giorno e di ogni ora. Formazione quindi è realizzare i compiti esistenziali affidati a ognuno, nella concretezza del quotidiano, volgendo la propria attenzione verso quella prospettiva unificante che dà significato al proprio lavoro e che trascende lo spazio limitato delle singole situazioni. Il cammino di FP esige che ognuno sia continuamente disposto ad autotrascendersi, per aprirsi a nuovi itinerari di crescita o di recupero, in un processo di orientamento permanente che lo porta a sperimentare la stessa capacità relazionale di Cristo, resa visibile attraverso il dono totale di sé.

Una testimonianza significativa
È bello ricordare il card. Martini con una sua testimonianza inserita dagli Autori in una delle finestre operative che caratterizzano alcuni passaggi molto concreti del libro. «Penso al mio cammino di vescovo: posso dire anzitutto di me ciò che ho scritto una volta del cardinale Ferrari: “un vescovo educato dal suo popolo”. Quanti stimoli formativi ricevo da tanta gente, che non mi lascia dormire sui solchi già tracciati, ma continuamente scuote la mia pigrizia. Sei Tu, o Signore, che agisci per mezzo di questo popolo e continui a educare misericordiosamente questo tuo vescovo. Ed ecco emergere il tema preciso di questa lettera: Dio educa il suo popolo! Non dunque un trattatello di pedagogia, non una piccola miniera di buoni consigli. Ma un messaggio di fiducia: Dio è in mezzo a noi, Dio ha educato ciascuno di noi e tutti noi. Dio continua a educare. Noi educatori siamo suoi alleati: l’opera educativa non è nostra, è sua. Noi impariamo da lui, lo seguiamo, gli diamo fiducia ed egli ci guida e ci conduce». (MARTINI C.M., Dio educa il suo popolo, Milano 1987).

Libertà di imparare
Sarà importante che ogni persona consacrata sia formata alla libertà d’imparare per tutta la vita, in ogni età e stagione, in ogni ambiente e contesto umano, da ogni persona e da ogni cultura, per lasciarsi istruire da qualsiasi frammento di verità e bellezza, per maturare la capacità di mettersi in relazione con l’alterità, in atteggiamento di interazione feconda, per giungere a essere se stesso e seguire Cristo più da vicino.

(Anna Maria Gellini, su testimoni 15 del 2012)