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missionefrancescaniMaggio 2012

Lettera di fr. José Rodríguez Carballo all’Ofm

Pasqua: invito alla missione

Passione per Cristo e passione per l’umanità: ecco che cosa richiede la nuova evangelizzazione. Né la prima senza la seconda, né la seconda senza la prima. La passione per Dio porta necessariamente alla passione per l’uomo.
La festa di Pasqua ha un carattere fortemente missionario. Dall’incontro con Cristo risorto deriva infatti l’invito ad andare ad annunziarlo e a testimoniarlo al mondo.
Fr. Carballo, ministro generale dei frati minori ne ha tratto l’argomento per la lettera di Pasqua che ha scritto a tutto l’Ordine intitolandola: “Non abbiate paura! Andate a testimoniare: è risorto”. Il tema missionario infatti è reso attualmente ancor più urgente anche in vista del prossimo sinodo dei vescovi che si celebrerà il prossimo autunno sulla della nuova evangelizzazione. Ma è avvertito con particolare intensità anche da tutto l’Ordine perché la missione fa parte essenziale del suo carisma. Un nuovo impulso è stato impresso ad esso dal capitolo generale del 2009 e dal documento finale che ne era derivato Portatori del dono del Vangelo e che fr. Carballo cita ampiamente per ravvivare lo slancio missionario in tutti i suoi religiosi.
Il capitolo generale – scrive – ci ha ricordato come «fin dai primi giorni la Fraternità si scopre chiamata ad annunciare quello che vive». Ci ha rammentato che siamo chiamati «ad accogliere il dono del Vangelo e a restituirlo creativamente [ ... ], camminando per le strade del mondo come frati minori evangelizzatori con il cuore rivolto al Signore». Ci ha fatto presente che l’immobilismo e lo stallo, «che minacciano di paralizzare ogni dinamismo evangelizzatore», a volte possono indicare «una crisi di fede che tocca alcuni di noi». Ci ha richiamato al fatto che dobbiamo porci in cammino; attraversare ogni tipo di frontiere antropologiche, culturali, religiose e geografiche; secondo la logica del dono essere creativi; parlare un linguaggio comprensibile che tenga conto dei codici comunicativi del mondo attuale e rendere intelligibile il messaggio che vogliamo trasmettere; avere simpatia per il nostro mondo e tenere presente la realtà socio-culturale dei nostri popoli, così da poter «incarnare il messaggio evangelico nei diversi contesti in cui viviamo».

L’evangelizzazione e i suoi presupposti
Il documento descrive anche il quadro entro il quale situare l’evangelizzazione, che fr. Carballo sintetizza nei seguenti elementi: la passione per la Parola, la necessità di una forte esperienza di Dio, la passione per Cristo e per l’umanità.
«Chiunque abbia incontrato il Signore e abbia fatto un’esperienza del Risorto – osserva – non può tenere per sé questa esperienza, ma sente il bisogno di comunicarla, di restituirla agli altri. La nuova evangelizzazione parla, pertanto, di un’esperienza intensa che qualifica la propria identità, coinvolge tutta la persona e comporta il sentirsi e comprendersi solo a partire da tale servizio. È tutto questo che conduce alla passione, alla scoperta che in questo ministero si nasconde il vero io, quello che sono, e quello che sono chiamato ad essere. E se c’è passione, allora l’evangelizzazione sarà portata avanti sia nella vita apostolica che nel ritiro claustrale, con creatività, con fantasia, con totale dedizione e generosità, in qualsiasi fase della vita, anche nella malattia e debolezza fisica, sebbene in modi diversi».
La nuova evangelizzazione, come del resto ogni missione, non può mai ridursi a una fatto auto-referenziale. Infatti, «rispondere alla chiamata della nuova evangelizzazione vuol dire sentirsi chiamati, conquistati ed esortati dal Signore che, come tanti profeti, ci tira fuori dal nostro piccolo mondo, fatto di piccole o grandi sicurezze, e ci pone di fronte a un mondo mendicante di senso, di sete di pienezza, con l’unica certezza che egli ci precede: vedi, io ti mando, non temere, io sarò sempre con te».
Se questo non fosse, è la missione stessa che ne verrebbe compromessa. Fr. Carballo cita una sua esperienza: «In questi anni di servizio alla Fraternità universale ho incontrato frati che, cercando l’auto-realizzazione nei diversi compiti dell’evangelizzazione, alla fine hanno trovato soltanto un profondo vuoto interiore e una forte sensazione di aver perso tempo». Al contrario, scrive di aver incontrato frati che, coscienti di obbedire a una chiamata, si sono impegnati senza riserve alla restituzione del dono del Vangelo, ai vicini e ai lontani (cf. Ef 2, l 7) e, pur sentendosi servi inutili, come ogni lavoratore nella vigna del Signore (cf. Mt 20,116), hanno visto come il Signore stava facendo crescere il seme del Vangelo fino a portare frutti abbondanti (cf. Mc 4,8)».

Esperienza di Dio e passione per Cristo
«Non si sottolineerà abbastanza – prosegue fr. Carballo – la necessità di una forte esperienza di Dio per essere dei veri evangelizzatori. Solo attraverso un contatto permanente con lui, solo quando la Parola brucia le nostre viscere, come nel caso dei discepoli di Emmaus, si correrà ad annunciare la Buona Notizia (cf. Lc 24,32-33). Solo quando ci lasciamo incontrare dal Vivente, allora le nostre porte, sbarrate per la paura o per una fatale rassegnazione (a volte ho sentito dire: non c’è nulla da fare in questa situazione), si spalancheranno. E senza timore verso chi può uccidere il corpo ma non l’anima (cf. Mt 10,28), con nuovo ardore, audacia e coraggio, obbedendo a Dio anziché agli uomini (cf. At 4,19), daremo testimonianza di lui che, dopo la passione e la morte, è stato posto alla destra del Padre e vive per sempre (cf. 3,15). E allora, i nuovi metodi esigiti dalla nuova evangelizzazione non si faranno attendere». Detto in breve: «Passione per Cristo e passione per l’umanità, ecco che cosa richiede la nuova evangelizzazione. Né la prima senza la seconda, né la seconda senza la prima. La passione per Dio porta necessariamente alla passione per l’uomo, figli del cielo e figli della terra, come spesso diciamo».
Di qui, l’urgenza di uscire dal rachitismo spirituale: «è giunto il momento di risvegliarsi dal sonno, di dare senso pieno alla nostra vita, di sperimentare la salvezza: è l’ora di una nuova evangelizzazione che inizia con il lasciarsi abitare dal Vangelo, consentendo che esso cambi il nostro cuore, come cambiò il cuore di Francesco e di tanti nostri fratelli e nostre sorelle».

Con cuore leggero e senza lacci ai piedi
Oggi, sottolinea fr. Carballo ritengo che sia necessario trovare noi per primi parole di speranza, motivi per continuare a camminare, con passo leggero e senza lacci ai piedi, per poi proporre agli altri questo stesso cammino di speranza. Ritengo che sia necessario fare noi per primi esperienza del Dio rivelato da Gesù, per poter offrire a coloro che lo cercano, e sono tanti, risposte vissute, e non solo grandi risposte dottrinali, ma povere di vita. La nuova evangelizzazione non può realizzarsi con slogan o con parole confezionate da altri, ha bisogno di testimoni che comunichino quello che hanno visto, udito, toccato (cf. 1Gv 1,1-3); ha bisogno di testimoni che non si uniformino al contesto sociale attuale per paura di essere rifiutati, perché rischierebbero di essere invisibili o difficilmente identificati come discepoli e missionari, inefficaci e poco incisivi, poco profetici e poco missionari».
Tutto ciò è altrettanto importante perché ci troviamo di fronte a una crisi. Questa crisi, come ha scritto Benedetto XVI nel motu proprio di convocazione dell’anno della fede. «ha toccato molte persone» e, commenta fr. Carballo, «qualche volta alcuni di noi».
In una situazione del genere «non possiamo permettere che il sale diventi insipido e la luce rimanga nascosta (cf. Mt 5,13 16). Questa è la ragione per cui «chiamati a evangelizzare, dobbiamo prima lasciarci evangelizzare noi stessi. Solo allora potremo vedere la società secolarizzata non come una minaccia, ma un’opportunità, un nuovo areopago per annunciare il Dio vivo, quel Dio che, sconosciuto da molti, tuttavia costituisce il senso ultimo, pieno e definitivo di ogni essere umano».

Alcune tracce operative
In concreto, davanti a un mondo secolarizzato che va ben al di là dell’Europa, come annunciare oggi il Vangelo? Fr. Carballo propone le seguenti tracce:

– «facendoci eco della parola di Dio. Nella nuova evangelizzazione dobbiamo parlare con Dio, parlare di Dio e dar voce a un Dio che sembra rimanere in silenzio e molte volte sembra non ascoltare;
– diventando silenzio eloquente. Parola e silenzio sono complementari nell’evangelizzazione. Il pericolo tra noi è parlare molto di Dio e ascoltare poco Dio, parlare molto agli uomini e ascoltarli poco. Ci fa paura il silenzio e tuttavia è necessario; fuggiamo l’ascolto e invece è più importante che mai. Il mistero di Dio, come ci dice sant’ Agostino, si suggerisce, si propone, si gusta e si fa gustare.
È inutile cercare di coprirlo con la parola. Dobbiamo, quindi, coltivare di più il silenzio abitato che ci apre al mistero di Dio, rivelato in Cristo e che fa tacere le nostre manipolazioni di Dio;
– essendo immagini e testimoni significativi, narrazioni e simboli rilevanti. Dobbiamo apprendere l’arte di presentare i contenuti dottrinali in modo narrativo e iconico. L’agente della nuova evangelizzazione introduce gli altri nel mondo dei simboli, della Parola fatta narrazione, della celebrazione;
– diventando apostoli della gioia. Léon Bloy dice che «la gioia è il segno infallibile della presenza di Dio». Se il Vangelo è la buona notizia, la nuova evangelizzazione verrà fatta con il sorriso, non con il volto da “venerdì santo”. L’Apostolo ci ricorda che il Figlio di Dio è il «sì» di Dio (cf. 2Cor 1,18ss). I messaggeri del Vangelo non possono essere un “no”;
– e tutto avvenga in Fraternità. Per ogni religioso, soprattutto per un francescano, nessun progetto di evangelizzazione è individuale. È sempre la Fraternità quella che evangelizza. La nuova evangelizzazione deve essere fatta, pertanto, con la testimonianza della vita fraterna». Conclude fr. Carballo: «La nuova evangelizzazione è un invito a conoscere, amare e servire non una cosa, nemmeno una dottrina, ma una persona: la persona di Gesù».

(a cura di Antonio Dall’Osto, su Testimoni 8 del 2012)