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ucesm3Maggio 2012

Assemblea generale UCESM a Lourdes

La vita come vocazione

 

L’Unione delle Conferenze europee dei superiori e superiore maggiori (UCESM)ha tenuto la sua 15a assemblea generale a Lourdes (Francia) dal 19 al 25 marzo 2012.Un centinaio i partecipanti delle 38 Conferenze dei religiosi e religiose di 27 paesi d’Europa.
L’Assemblea ha avuto come tema La vita come vocazione, alla luce di Ger 1,4: Mi fu rivolta la parola del Signore. La tematica si inserisce in continuità coi temi affrontati nelle precedenti assemblee: la spiritualità (Fatima 2006), la comunità (Torhout 2008), la missione (Czestochowa 2010).
L’incontro è cominciato la sera del lunedì con l’Eucaristia presieduta da p. Manuel Barbosa (dehoniano), vicepresidente della UCESM, che ha inserito nella dinamica dell’assemblea il senso della festa di san Giuseppe, celebrata il 19 marzo. Nella sessione ufficiale che è seguita, la presidente dell’UCESM, suor Lutgardis Craeynest (salesiana), ha dichiarato aperta la 15a assemblea generale. Padre Horacio Brito, rettore del santuario di Lourdes, è intervenuto per accogliere i partecipanti, sottolineando il fatto che la stessa vita di santa Bernadette può aiutare a comprendere che la vita è vocazione.
Tra gli invitati, l’arcivescovo Joseph Tobin (redentorista), segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica (CIVCSVA), è stato il principale relatore di questa assemblea. Oltre i membri del Comitato esecutivo e del Segretariato generale, i partecipanti erano religiosi e religiose che rappresentavano le diverse conferenze nazionali membri dell’UCESM. Erano presenti anche altri religiosi a rappresentare paesi europei che non fanno parte dell’UCESM, così come rappresentanti di laici cristiani, coi quali l’UCESM è in relazione. Durante la settimana, altre personalità civili ed ecclesiali sono intervenute per alimentare la riflessione e aiutare ad approfondire la tematica. Suor Maureen Cuzik ha orientato i lavori dell’assemblea come moderatrice.

Riflessione di mons. J. Tobin
Il mattino del secondo giorno è iniziato con la presentazione di ogni conferenza, a cui ha fatto seguito la prima riflessione di Joseph Tobin. Partendo dalla vita come pellegrinaggio, ha proposto tre punti di attenzione per sviluppare il tema della vocazione:
– qual è il voto religioso più importante per una vita consacrata in Europa? Ha messo in evidenza il voto di obbedienza, compresa come ascolto della parola di Dio;
– il legame tra vocazione e vita professionale dei religiosi e religiose in Europa. La professionalità è certamente importante – ha sottolineato Tobin – ma il servizio alle persone a cui è chiamata la vita consacrata non si può ridurre a mere competenze professionali;
– come far durare l’amore: Tobin ha posto l’accento sulla necessità di comprendere la vocazione religiosa come un mistero di alleanza, alleanza con l’altro e alleanza con Dio. Ora, quando la dimensione del mistero scompare nella relazione, è l’amore che comincia a morire.
Nel pomeriggio si è svolto un breve pellegrinaggio su sentieri di Bernadette attraverso Lourdes, dalla sua vita familiare fino al momento del suo incontro con la Signora, percorrendo i primi passi nella fede cristiana di questa confidente di Maria. Il giorno è terminato con la proiezione del film Uomini di Dio.
Il terzo giorno, Joseph Tobin ha tenuto una seconda conferenza, partendo dall’esperienza della prima comunità cristiana in Europa (Filippesi), come si presenta in Atti 16. Ciò ha permesso di comprendere meglio come l’esperienza di Paolo può aiutare a comprendere la missione della vita religiosa, oggi, in terra europea. Tobin ha messo in evidenza anche la gioia, così evidente nella Lettera di Paolo ai Filippesi, tanto importante per vivere la missione.

Testimonianza di cinque giovani
La mattinata è terminata con la testimonianza di cinque giovani venuti da diversi paesi d’Europa, sul tema dell’assemblea: fratel Benoit (Taizé, Francia), suor Nathalie Becquart (Francia), suor Inese Lietaviete (Lettonia), suor Katarzyna Krol (Polonia) e padre Ricardo Freire (Portogallo). Dalle loro testimonianze sono emersi valori che sostengono la consacrazione: l’adesione a Cristo come persona; l’ascolto della parola di Dio; la preghiera e l’adorazione; l’atteggiamento di servizio dell’umanità che è quella di Cristo, nella Chiesa; il ruolo di testimone; una vita creativa e sempre gioiosa in questa unione a Cristo.
Nel primo pomeriggio, Robert Rochefort, deputato del Parlamento europeo, ha parlato dell’importanza della “vocazione” come esperienza spirituale che non è necessariamente legata a una religione. Egli ha sottolineato anche la questione della trasmissione dei valori e l’attenzione che si deve avere per i segnali di speranza presenti nelle nostre società europee.
Nella seconda parte del pomeriggio, i partecipanti si sono incontrati in gruppi linguistici per approfondire la riflessione a partire dalle domande lasciate da Joseph Tobin: qual è il dono della vita consacrata all’Europa? Come può l’UCESM aiutare la vita consacrata a trasmettere questo dono? Così è terminata la prima parte tematica dell’assemblea. Le conclusioni saranno poi riprese nel messaggio finale.

Il susseguirsi di vari interventi
La seconda parte dell’assemblea è stata dedicata, soprattutto, agli interventi dei vari invitati degli organismi ecclesiali europei, alla presentazione di progetti specifici delle varie Conferenze, a temi di organizzazione interna dell’UCESM, così come a relazioni finanziarie e di attività del Comitato esecutivo e del Segretariato generale.
Un rilievo particolare spetta all’elezione del nuovo Comitato esecutivo per il 2012-2016: p. Giovanni Perugine (Albania), presidente; suor Viviana Ballarin (Italia), vicepresidente; p. Mariano Sedano Sierra (Russia) e suor Ivanka Mihaljevic (Bosnia-Erzegovina), consiglieri.
I vari interventi nelle sessioni di lavoro, così come le omelie delle celebrazioni, in particolare del nunzio apostolico mons. Ventura e del presidente della commissione episcopale per la vita consacrata in Francia, mons. Jean Louis Papin, hanno cercato di sintonizzarsi sul tema dell’assemblea, le cui provocazioni sono state sintetizzate nel messaggio finale e nell’ultimo intervento di suor Nicoletta Spezzati, sottosegretaria della CIVCSVA, presente durante tutta la settimana. Suor Spezzati ha tentato di dare una sintesi di quanto si è vissuto durante l’incontro. E ha concluso il suo intervento riprendendo la domanda della Vergine a Bernadette: «Per favore, vuoi tornare?», una domanda sempre attuale per noi, che può aiutare a rinascere per una vita nuova.
Tra i progetti condivisi dalle varie Conferenze, vorrei mettere in risalto tutto il lavoro che si sta realizzando in diversi paesi a livello sociale, particolarmente in riferimento alla lotta al traffico di persone. Tra le altre entità, la Romania e l’Unione generale delle superiore religiose (UISG) hanno insistito in questo campo di lavoro. Ugualmente, con grande emozione, tutta l’assemblea ha accolto la dichiarazione dell’assemblea greca a proposito delle forti provocazioni che interpellano i religiosi a causa della difficile situazione del paese. Un forte messaggio di coraggio e impegno, nel senso di rimanere nella verità, rifiutare l’odio, mantenere la speranza e vedere più lontano le radici del male (?). la dichiarazione greca, che ha ricevuto la piena solidarietà di tutti i partecipanti, così terminava: «è uno spirito di fede e di speranza che dobbiamo mostrare, noi religiosi e religiose, in questo momento difficile, ma pieno di promesse, che stiamo attraversando».

Infine, vorrei mettere in risalto il messaggio finale approvato dall’assemblea, intitolato La voce del futuro. È stato preparato dal gruppo di giovani religiosi invitati, ispirato allo slogan biblico dell’assemblea, è stato redatto alla luce dei primi versetti del libro di Geremia, tenendo presente quanto detto e vissuto durante i lavori.

(Manuel Barbosa, scj e Ricardo Freire, scj, su Testimoni 8 del 2012)