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messa_finale_325 aprile 2012

Intervista a mons. J. Orani Tempesta, arc. di Rio

In cammino verso la GMG

A Rio de Janeiro già ferve la preparazione per la Giornata Mondiale della Gioventù, del luglio 2013. Migliaia di volontari si stanno mobilitando per la buona riuscita dell’evento a cui sarà presente anche Benedetto XVI.

La Giornata mondiale della Gioventù si svolgerà a Rio de Janeiro, dal 23 al 28 luglio 2013. Nonostante manchi a quella data oltre un anno, si è già incominciato a mobilitarsi, soprattutto in Brasile. Lo si può notare, in modo singolare, attraverso la celebrazione mensile della veglia di preghiera dei Giovani adoratori nel Santuario dell’Adorazione Perpetua: la preghiera è seguita anche dai giovani di varie parti del paese e del mondo grazie alla trasmissione in diretta effettuata dal canale Webtv Redentor (www.redentortv.br).

Anche i volontari si stanno mobilitando: hanno già dato la loro disponibilità circa 12mila. La campagna per il volontariato è stata lanciata nella città di Rio il 25 marzo. Entro la fine del 2012 ci si aspetta un’adesione di 60mila giovani volontari di diverse provenienze: diocesani, nazionali e internazionali.
Ci sarà poi la mobilitazione di chi accoglierà i pellegrini nella propria casa. La “Campagna per l’ospitalità” è stata lanciata nella seconda domenica di Quaresima, di quest’anno, con lo slogan “Fatevi milioni di amici”. L’immagine scelta per illustrare l’accoglienza del popolo brasiliano è quella di una famiglia normale che si arricchisce di due nuovi membri accolti tra i pellegrini della GMG.
Tra le novità si segnala l’esposizione di opere dei Musei Vaticani durante la GMG. Il 7 marzo scorso è stato firmato un protocollo di intesa tra l’Istituto giornata mondiale della gioventù e il Museo nazionale di Belle Arti del Brasile (MNBA) per portare a Rio opere di artisti come Michelangelo e Caravaggio, che resteranno esposte dall’11 giugno al 15 settembre 2013.
È in fase organizzativa anche una Mostra vocazionale: riunirà congregazioni, movimenti e nuove comunità che vorranno rappresentare in esposizione i loro carismi.
Ciascun istituto può partecipare a questa iniziativa prendendo contatto tramite email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Intervista all’arcivescovo di Rio
In vista di questo importante avvenimento, abbiamo intervistato l’arcivescovo di Rio de Janeiro sottoponendogli alcune domande.

La prossima GMG si celebrerà in Brasile, a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013. È la seconda volta che un avvenimento del genere si celebra in America Latina, dopo quello a Buenos Aires nell’aprile del 1987. Come si stanno preparando le Chiese dell’America latina e del Brasile in particolare, a questo grande avvenimento?
C’è un grande entusiasmo in preparazione a questo evento. L’America latina si sente osservata e si sentono le voci latinoamericane che si preparano a venire in Brasile e a Rio de Janeiro. Le chiese si stanno preparando attraverso corsi, incontri, qui in Brasile. Il pellegrinaggio della Croce e dell’icona della Vergine mette in movimento migliaia di giovani nelle diocesi attraverso le quali passano e le iniziative nelle diocesi e nei mezzi di comunicazione sono intensi, soprattutto attraverso riflessioni e approfondimenti.

La Giornata mondiale avrà come tema “Andate e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19). È un tema essenzialmente missionario che si inserisce nel contesto dell’Anno delle Fede proclamato da Benedetto XVI e che si celebra per così dire sulla spinta del sinodo sulla Nuova Evangelizzazione del prossimo autunno. Cosa potranno dire questi grandi avvenimenti sulla Chiesa latino-americana e in particolare ai giovani del continente?
Abbiamo la grazia di celebrare uno degli avvenimenti più significativi dell’anno della fede nel contesto di un clima missionario che la Chiesa vive, in modo particolare con il sinodo sulla nuova evangelizzazione.
Questa preoccupazione missionaria sta alla base del Documento di Aparecida che ricorda la missione permanente e continentale. Sono sicuro che il tema scelto da Benedetto XVI per la Giornata mondiale della Gioventù di Rio propone giustamente ai giovani d’oggi di avere il coraggio di testimoniare Gesù Cristo tra le nazioni e li invia ai loro rispettivi paesi, alle loro comunità con l’ardore missionario dei primi cristiani.

È ancora vivo nella Chiesa latino-americana il ricordo della V Conferenza generale dell’episcopato latino-americano ad Aparecida nel 2007 sul tema “Discepoli e Missionari di Gesù Cristo, affinché i nostri popoli abbiano vita in Lui”. Che collegamento si può stabilire tra questo avvenimento e la Giornata mondiale della Gioventù? Quale riflesso avrà il Documento di Aparecida?
Il documento di Aparecida, a conclusione della V Conferenza dell’episcopato latinoamericano è stato fonte di ispirazione delle azioni missionarie nel nostro continente. Ha dimostrato che, se abbiamo in noi la vita di Cristo, tutti coloro che hanno questa esperienza seguono Cristo con gioia e lo annunciano con crescente ardore missionario. I giovani di tutto il mondo che verranno qui sentiranno pulsare nel cuore della gioventù e del popolo brasiliano la sfida della nuova evangelizzazione in questo cambiamento di epoca.

In questo periodo, a partire dal 2010, vari paesi del continente stanno commemorando i 200 anni della loro indipendenza. Quali sono i principali problemi e le sfide che oggi si pongono, a vari livelli, e in particolare alla Chiesa per quanto riguarda la sua missione pastorale ed evangelizzatrice?
In effetti molti paesi dell’America latina vivono dei momenti di commemorazione dei 200 anni dell’indipendenza. I problemi che in certo senso attraversano tutti i paesi sono da una parte le difficoltà sociali dovute a una ingiusta distribuzione del reddito e dalla mancanza di stima della persona umana e dall’altra, la lotta contro i valori cristiani presenti nella cultura latinoamericana che, poco alla volta, sostenuta da una minoranza influente, trovano difficoltà a mostrare la loro bellezza e importanza. È chiaro che sentiamo la necessità, in questo anno della fede, di cercare di approfondire la fede e una vita cristiana coerente del nostro popolo il quale ha bisogno di camminare in questa direzione.

Si sente anche in America latina, e in Brasile in particolare, la crisi delle vocazioni alla vita sacerdotale e alla vita consacrata. Se sì, quali ne sono le cause? e le previsioni per il futuro?
Non c’è una risposta unica, perché esistono diverse esperienze sia in America latina sia in Brasile. Le statistiche dell’Annuario pontificio parlano di una piccola diminuzione delle vocazioni, ma ciò non è avvertito allo stesso modo dappertutto. È chiaro che la diminuzione delle nascite, la secolarizzazione del mondo, la presenza mediatica soffocante fatta di controvalori possono contribuire alla diminuzione delle vocazioni, ma in generale, vediamo che esse continuano a sfidare le statistiche – in particolare per quanto riguarda la vocazione sacerdotale, alla vita diocesana. Anche le vocazioni alla vita consacrata maschile che erano in diminuzione ora si sono stabilizzate. Le vocazioni alla vita consacrata femminile, come in tutto il mondo soffrono di un calo. Tuttavia, il Brasile in particolare, ha un numero grande di nuove comunità che, sotto una forma speciale di consacrazione, sta inducendo migliaia di giovani a dedicarsi a Cristo e alla Chiesa. In questo modo viviamo anche un bel momento vocazionale.

La vita consacrata in America Latina, in seguito al concilio, ha compiuto un formidabile cammino, sulla spinta delle assemblee di Medellin, Puebla, Santo Domingo, soprattutto con la scelta preferenziale dei poveri e il decentramento della sua presenza verso le periferie e le campagne. Quali sono oggi i problemi, le difficoltà e le speranze che la riguardano? Quale ruolo può esercitare oggi nell’attuale momento storico del continente, soprattutto in riferimento alla nuova evangelizzazione?
La vita consacrata in generale sta cercando di trovare delle strade per recuperare la diminuzione di cui soffre. Oggi le difficoltà sono molte, e tra queste, in un gran numero di comunità tradizionali, è l’invecchiamento delle consacrate e la necessità di abbandonare antiche opere caritative o educative. Dall’altra parte c’è sempre la ricerca dell’identità e la necessaria coerenza con il carisma in un mondo che cambia. Credo che una GMG in America latina potrà infondere un nuovo impulso vocazionale anche alla vita consacrata e a ritrovare i propri carismi e i propri luoghi di presenza nella Chiesa e nella società. Ricordo ancora che oggi abbiamo altre forme di consacrazione con le nuove comunità che hanno rappresentato una crescita molto importante di persone in questa missione.

Le statistiche dicono che l’80% della popolazione latino americana è battezzata, e che il continente latino-americano, da solo, rappresenta il 40% di tutti i cattolici nel mondo. Per questo si parla dell’America latina come del continente della speranza. Ma, come ha detto Benedetto XVI ad Aparecida, oggi si riscontra una forte erosione di valori che sta minacciando anche il suo grande patrimonio di fede. Quali le cause di questo fenomeno e quali i rimedi? Come convertire questo immenso popolo di battezzati in autentici discepoli e missionari di Cristo? Cosa dire oggi ai giovani di fronte alle insidie che li minacciano?
Questo numero di battezzati e la percentuale dei cattolici latino-americani in confronto con il mondo intero costituisce per noi un forte impegno ad approfondire la fede del nostro popolo. L’erosione della fede non è un fenomeno esclusivo dell’America latina, è un fenomeno globale in questo cambiamento di epoca. Le cause sono molte per quanto riguarda il mondo esterno e qui, indubbiamente una delle cause è la fragilità dell’educazione della fede, che è debole. I rimedi sono già stati indicati dalla Chiesa: vivere bene la nostra identità, continuare il dialogo con la società e con gli altri fratelli, approfondire la nostra fede e viverla con coerenza in tutti gli ambiti e coltivare una presenza cristiana nella società in grado di infondere i valori cristiani nel cuore del mondo.

A Rio è prevista anche la partecipazione del Papa. Quale il significato e il contributo di questa sua presenza?
La presenza del Papa è attesa con grande gioia da tutti, in particolare qui a Rio de Janeiro che ha già avuto altre visite papali con Giovanni Paolo II. Anche il papa Benedetto XVI, quand’era cardinale, è venuto a Rio per aprire il corso dei vescovi che si tiene ogni anno nella nostra città. Egli verrà a confermarci nella fede e a incoraggiare i giovani del mondo intero ad ammirare le bellezze di Dio e a inviare tutti in missione. Contribuirà anche al dialogo con una società che comincia ad allontanarsi dai veri valori umani e cristiani e aiuterà a far sì che non vadano perduti i valori culturali e religiosi presenti nella vita latinoamericana.

Cosa si aspetta la Chiesa latino-americana da questa Giornata della Gioventù?
Non posso rispondere per tutta la Chiesa latinoamericana, ma posso dedurre che tutti ci aspettiamo che la Giornata Mondiale della Gioventù, per la seconda volta nel nostro continente, ora in questo secolo XXI e terzo millennio, rinnovi la nostra fede, ci dia impulso alla vita missionaria, approfondisca in noi la conoscenza di Cristo ed entusiasmi tutti affinché come Chiesa contribuiscano alla promozione della civiltà dell’amore, sia nei valori sia nelle questioni sociali. Inoltre, abbiamo coscienza di presentare un servizio al mondo d’oggi e di domani ai giovani di ogni parte che si troveranno qui e che porteranno nei loro paesi questa esperienza di Dio.

(da Testimoni 7 del 2012)