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ATTUALITÀ - Mondo Voc marzo 2014                                    Torna al sommario

 

 

DALL’EMANCIPAZIONE ALLA NEGAZIONE DEI DIRITTI. COME CAMBIA LA VITA DELLE DONNE

La condizione della donna nelle religioni

Un abisso tra Occidente e Oriente


Le religioni come Cristianesimo ed Ebraismo praticano la parità dei sessi. L'Islam e l'Induismo sono i culti che più marcano la superiorità dell'uomo, causando all'universo femminile una vita piena di limiti e restrizioni


di Gelsomino Del Guercio


donna_in_chiesaDue concezioni agli antipodi. Da una parte la donna emancipata, con lo sguardo rivolto verso il mondo occidentale. Dall'altro una persona che viene privata persino dei diritti più elementari perché considerata di rango inferiore rispetto all'uomo.


La parità dei sessi non è mai stata un precetto universale per tutte le religioni. Su questo argomento, a seconda del proprio credo, si rispecchiano visioni molto diverse tra loro.

 

Donna protagonista nei paesi cristiani

Oggi, nel mondo cristiano, la donna vive una condizione di uguale dignità e responsabilità rispetto all'uomo, nei vari ruoli all'interno della società.

 

È una protagonista attiva nella stessa, sopratutto nei Paesi occidentali, e le istituzioni ecclesiastiche ne supportano l'azione. Certo, la dimensione materna e familiare resta un elemento fondamentale sopratutto per la chiesa cattolica, ortodossa e copta. Per i protestanti le donne possono ricevere finanche l'ordinazione sacerdotale.

 


Gli obblighi religiosi delle ebree

donne_ebraismoAnche nell'Ebraismo la donna riveste un ruolo primario perché è considerata la colonna portante della famiglia e deve comportarsi da madre esemplare, tramandando ai figli le tradizioni e i riti ebraici.

 

Le più rigorose rispettano alla lettera gli obblighi religiosi indicati dalla Mishnà, uno dei maggiori testi sacri del giudaismo: tra questi c’è il prelievo di una parte dell'impasto destinato alla panificazione e l'accensione dei lumi al sabato e durante le maggiori festività.

 

Ma nulla preclude alla donna la possibilità di svolgere fuori casa una qualsiasi attività lavorativa, purché si concili con i “compiti” da adempiere tra le mura domestiche.

 


Tra i musulmani abbondano divieti e imposizioni

donne_religioni_2Il ruolo e la condizione femminile cambiano completamente quando ci si sposta in Oriente. Una delle religioni più controverse in tal senso è l'Islam. Dal punto di vista religioso non sembrano esserci problemi. Per la legge islamica la donna ha gli stessi doveri dell'uomo, non c’è per essa alcuna discriminazione nella vita eterna che l’attende dopo la morte.


Alla parità “spirituale” non si rispecchia un’uguaglianza nella vita di tutti i giorni. Secondo il Corano «gli uomini sono preposti alle donne perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle».


Negli stati più tradizionalisti come l'Afghanistan o l'Iran, la dottrina coranica si segue alla lettera. Pertanto la donna, finché rimane in famiglia, è sottoposta all’autorità del padre e dopo, quando si sposa, passa sotto l’autorità del marito. In questo modo le donne sono private dei fondamentali diritti umani e civili: non godono della libertà di spostamento, della libertà di espressione e di parola; non possono procedere negli studi, né tanto meno fare carriera o ricoprire cariche o posizioni di responsabilità in campo civile o religioso. Non possono decidere il proprio destino, né quello dei propri figli e sono totalmente sottomesse all'uomo, da cui possono venire ripudiate (e non viceversa). Inoltre sono obbligate a coprire il proprio corpo e spesso anche il viso.

 


La graduale perdita di libertà delle donne indù

donne_induismoNon va meglio alle donne di fede induista, che nel corso dei secoli hanno subito più di tutte una graduale degenerazione dei loro diritti. Gli studi sulle antiche scritture mostrano che nel periodo vedico (700 a.C. circa) uomini e donne avevano uguali diritti e status nella società.  

 

Oggi per loro c'è solo obbedienza: al padre, al marito, ai figli maschi. Il matrimonio è deciso dai genitori e comporta l’obbligo della dote portata dalla sposa. Questa è l’origine della maggior parte dei divorzi e di incidenti mortali, che permettono all’uomo di risposarsi per ricevere una nuova dote. I casi di maltrattamenti e violenza  sono all'ordine del giorno e anche le donne più emancipate faticano a ritagliarsi un ruolo nella società indù. Le vedove che si risposano, invece, vengono automaticamente emarginate dalla società.

 


In Cina il "freno" della religione non ferma l'emancipazione

Nelle religioni tradizionalmente cinesi, Confucianesimo e Taoismo, la sottomissione della donna rispetto all'uomo è marcata. Ancora oggi è considerata una “devota” della casa e della famiglia e sono numerosi i casi di maltrattamenti che si registrano quotidianamente. Al contempo le donne cinesi nonostante le “limitazioni” imposte dalle due fedi religiose, sono diventate più attive, si interessano di problemi sociali e politici, hanno formato numerose associazioni a tutela dei loro diritti, compiendo passi importante sulla strada di una futura e completa parità dei sessi.

 


donne_buddismoLa donna è "neutra" nel buddismo

Si può, invece, definire “neutra” la considerazione della donna nella religione buddista, che non interviene negli aspetti della quotidianità e neppure nelle vicende fondamentali della vita, come il matrimonio e la nascita dei figli, i cui riti si basano sempre su usanze locali. Le regole di condotta previste dal Buddismo per la vita matrimoniale sono essenziali, basate sostanzialmente sul buon senso, e quindi praticabili da chiunque. Alle donne non vengono prescritte particolari regole, né i loro diritti risultano lesi. Eppure questa condizione è frutto di una evoluzione del credo buddista. Alle origini della sua predicazione, il Buddha era misogino, al pari di tutti i filosofi dell'antichità, e considerava la donna una fonte di tentazione del tutto incompatibile con la vita ascetica. Solo successivamente aprì le porte della meditazione monastica anche alle donne, che vennero così ad avere la stessa considerazione degli uomini, purché eliminassero tutto ciò di femminile che era in loro.

 

 


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