ATTUALITÀ - Mondo Voc marzo 2014                                  Torna al sommario

 

 

VOCI MODERATE A SOSTEGNO DEL RUOLO DELLA DONNA NELLA CHIESA

Le donne di Papa Francesco

Né cardinali né preti, ma protagoniste di primo piano nella Chiesa


Posizioni, commenti ed esperienze del femminile nella Chiesa. Dalla nonna di papa Francesco, dirigente dell’Unione femminile cattolica italiana di Asti, a Corinne Boilley, vice-segretario generale della Conferenza Episcopale Francese.


di Salvatore Izzo


Francesco_ruolo_donneMentre Oltreoceano sono soprattutto le religiose ad essere in prima linea nel rivendicare nuovi spazi per la donna anche in campo ecclesiastico - in modo spesso non indolore, anche se Papa Francesco ha versato provvidenziali dosi di lenimento sulle ferite aperte del conflitto tra le suore e i vescovi in Usa - qui in Europa sono piuttosto alcune laiche a tenere alta la fiaccola del genio femminile nella Chiesa Cattolica.


Opinioniste autorevoli come Lucetta Scaraffia, che firma gli editoriali di punta sull’Osservatore Romano - il giornale del Papa - oltre ad essere docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma e consultore del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Esponenti del laicato più maturo e consapevole, come Paola Bignardi, che conclusi i suoi mandati di presidente dell’Azione Cattolica è stata chiamata a dirigere la prestigiosa editrice “La Scuola di Brescia”. Scienziate prestate alla politica, come la neuropsichiatra infantile Paola Binetti. Filosofe come Paola Ricci Sindoni, oggi co-presidente di Scienza e Vita, il cartello dell’associazionismo cattolico per i temi della bioetica. Sono solo i primi nomi di un elenco molto lungo di possibili testimonial italiane della “Mulieris diginitatem”, la Lettera apostolica di Giovanni Paolo II che propone una lettura cristiana della complementarietà dei sessi, esaltando la femminilità vissuta come vocazione e servizio.

 


Corinne_BoilleyUna donna nei vertici della Conferenza Episcopale Francese

Ma è nella vicina Francia che una donna, Corinne Boilley, siede già sul seggio di vice-segretario generale della Conferenza Episcopale, dove è responsabile degli affari economici, giuridici e sociali. “Non milito a favore dell’ordinazione delle donne e non mi riconosco nel movimento femminista, ma sono invece convinta che siano necessari una parola e dei gesti da parte dell’istituzione ecclesiale a favore di un maggiore riconoscimento delle azioni svolte dai laici”, si presenta in un’intervista al supplemento femminile dell’Osservatore Romano. Secondo la signora Boilley, però, da parte della Chiesa oggi per valorizzare l’altra metà del cielo, non si deve “parlare delle donne tanto per parlarne”, ma “trovare le persone giuste con le giuste competenze per il posto giusto. Tra queste ci sono necessariamente delle donne. Lo sviluppo della cultura delle risorse umane gioca a loro favore. “Prendo la mia nomina in quanto donna, laica e professionista delle risorse umane - spiega nell’intervista - come un incoraggiamento. Bisogna fare in modo che ci siano più donne nei posti di responsabilità. Non si può fare a meno della metà dell’umanità!”.

 


Donne cardinali o quasi

Maria_VocePur lanciato con evidente superficialità nel dibattito sulla Chiesa di Papa Francesco, il tema delle “donne-cardinale” ha consentito di presentare una posizione davvero innovativa sulle pagine dei quotidiani italiani, quella della presidente dei Focolari, Maria Voce, una delle donne più influenti della Chiesa. “C’è bisogno – ha affermato - che tutta la compagine ecclesiale sia disposta ad accogliere l’autorevolezza di persone di sesso femminile anche laddove si prendono le decisioni più importanti della Chiesa”.

 

La successora di Chiara Lubich non pensa però al cardinalato per le donne, almeno in questa fase, ma ad una loro partecipazione alle Congregazioni Generali che prima del Conclave servono a identificare i bisogni della Chiesa, ai quali il nuovo Pontefice dovrà rispondere. “Da quello che riferisce Papa Bergoglio – ha osservato  la presidente del Movimento dei Focolari - le riunioni precedenti l’elezione si sono rivelate determinanti per le sue attuali prese di posizione e per il suo modo di condurre la Chiesa verso determinati traguardi”.

 


Richieste giuste, non rivendicazioni estremistiche

Lucetta_ScaraffiaL’Osservatore Romano ha salutato con soddisfazione le parole sulla partecipazione delle donne al governo della Chiesa pronunciate dalla presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, che, scrive Lucetta Scaraffia sul quotidiano vaticano, “fanno comprendere chiaramente come le giuste richieste di un riconoscimento vero della presenza femminile nella Chiesa non vengano solo da gruppi radicali, che chiedono l’ordinazione femminile, ma da figure autorevoli e moderate”. “Dietro le quali - sottolinea l’editoriale - c’è sicuramente la maggioranza delle donne che fanno parte della Chiesa”.


La professoressa Scaraffia, firma autorevole non solo dell’Osservatore ma anche di un quotidiano laico come il Messaggero, , sottolinea che “l’esperienza di governo al femminile” incarnata prima da Chiara Lubich e poi da Maria Voce che le è succeduta, “è caratterizzata dall’amore” e “viene proposta come modello per tutta la Chiesa, ricordando che questa esperienza specifica del movimento dei Focolari si rifà a un aspetto della figura di Maria che è ancora poco considerato, quella di Madre della Chiesa, cioè colei che contiene tutte le realtà della Chiesa stessa”.


Secondo la storica cattolica, “Maria Voce è una delle persone più autorizzate a parlare della collaborazione necessaria fra donne e uomini, a proporre la presenza di donne almeno nelle fasi preparatorie del conclave, a consigliare Papa Francesco di affidarsi alle sue esperienze domestiche con la mamma e la nonna, alle donne che ha conosciuto in passato e con le quali ha costruito contatti profondi e autentici, per pensare a un ruolo nuovo per le donne nella Chiesa”.

 


Papa_francesco_nonna_rosaL’esempio della famiglia Bergoglio

Del resto, la nonna paterna del Papa, Rosina Bergoglio, è stata - come è noto - una dirigente dell’Unione femminile cattolica italiana di Asti: nel 1923, all’epoca trentanovenne, era consigliera per le questioni relative alla moralità e teneva conferenze e incontri in tutta la provincia.

 

E quando lasciò l’Italia nel 1929, portò con sé quell’esperienza vissuta nell’Azione cattolica astigiana, a cui continuò a iscriversi regolarmente dalle rive del Plata.

 

C’è anche questo nel dna di un Papa che, facendo sua la richiesta di “più spazio” per le donne nella Chiesa, ha il coraggio di confidare: “Soffro, dico la verità, quando vedo nella Chiesa che il ruolo di servizio, che tutti dobbiamo avere, per le donne scivola verso un ruolo di servitù e non di servizio”.

 

 

 

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