ATTUALITÀ - Mondo Voc novembre 2013                                                 Torna al sommario

 

 

60 I CONFLITTI IN CORSO NEL MONDO

Una pace “fragile” in mezzo a tante guerre

Di matrice diverse, ecco i conflitti che dilaniano i popoli


Una rassegna essenziale ma puntuale sui conflitti armati in atto nel pianeta. Le differenti aree geografiche e culturali, la matrice perlopiù religiosa, i risvolti della supremazia politica ed economica… e un comune denominatore: la tragica insensatezza di tutte le guerre.

 

di Vincenzo Faccioli

 

 guerre_1Un triste scenario mondiale

L’accorato appello per la pace sulla Terra, lanciato 50 anni fa dal “nuovo santo” Giovanni XXIII, è rimasto purtroppo inascoltato in buona parte del pianeta.

 

Se è vero che di guerre convenzionali ne sono rimaste poche – quasi tutte più operazioni di “polizia internazionale” che veri e propri conflitti fra nazioni – è altrettanto vero che secondo le stime della comunità internazionale al momento sono in corso sessanta conflitti non convenzionali.

 

Nei quali operano –  ma sono stime al ribasso – circa 500 gruppi di diversa entità, accomunati dal fatto di essere armati fino ai denti.

 

 

La matrice religiosa

Le motivazioni che spingono alla guerra sono di diversa natura, ma sembrano, soprattutto negli ultimi decenni, quasi tutti improntate ad una matrice religiosa. Vi sono conflitti inter-islamici, come nel caso siriano; conflitti “cultural-religiosi”, come quello che oppone israeliani e palestinesi; conflitti infine puramente religiosi, come quello in corso nel sud delle Filippine, dove un esercito di ribelli musulmani vuole l’indipendenza dalla maggioranza cattolica del Paese.


La guerra più attuale e più sanguinosa è in corso in Siria: qui l’intervento internazionale è stato sventato per un soffio anche – o forse soprattutto – grazie alla straordinaria Giornata di preghiera e digiuno indetta da papa Francesco lo scorso 7 settembre. Ma purtroppo lo sventato pericolo di un conflitto aperto non toglie due anni di guerra, 100mila vittime destinate a salire e più di 1 milione di profughi.

 

 

Il Medioriente

Israele_e_PalestinaRimanendo nell’area mediorientale – che a dispetto dell’immaginario collettivo non è la zona geografica più insanguinata, “primato” che spetta all’Africa – vale la pena ricordare il perenne conflitto fra Israele e Palestina. Qui operano praticamente tutti i gruppi più pericolosi del mondo che, pur non essendo eserciti veri e propri (secondo la definizione dell’Onu), possono vantare arsenali di prima categoria. Hamas ed Hezbollah, formazioni di matrice islamica, si contrappongono all’esercito regolare israeliano e al Mossad, i servizi segreti di Tel Aviv. La soluzione diplomatica invocata da quasi tre decenni, non riesce a trovare la quadratura del cerchio.

 

Problemi anche nel mondo turco, dove la minoranza curda non ha mai accettato di chiudere gli scontri per l’indipendenza, nonostante migliaia di morti (per la maggior parte civili).

 

Ovviamente sono ancora in corso le guerre in Iraq e Afghanistan: in entrambi i Paesi l’annunciato ritiro delle forze della coalizione internazionale – impegnate nell’area in pratica sin dall’attacco alle Torri Gemelle del 2011 – non ha per nulla migliorato la situazione. Anzi, l’acuirsi dello scontro fra fazioni sciite e sunnite ha trasformato le due guerre in conflitti religiosi.

 


L’estremo Oriente

conflitto_sud_delle_FilippineDi carattere puramente confessionale – almeno sulla carta – è il conflitto in corso nel sud delle Filippine. Da almeno 60 anni le frange estremiste della comunità locale – musulmana – combattono contro Manila per ottenere l’indipendenza.

 

Dal loro punto di vista tutto l’arcipelago meridionale di Mindanao, con capitale Zamboanga, non fa parte del Paese che, “colpevole” di essere a maggioranza cattolica, avrebbe ripudiato il suo ruolo nel Califfato orientale.

 

Ovviamente, dietro alla guerra non c’è solo la religione: il sottosuolo dell’area contesa è ricco di materie prime ancora non sfruttate, e molti attori internazionali se le stanno contendendo.

 


L’Africa

In Africa la situazione è se possibile ancora più complicata. Nel Continente Nero, sostengono gli esperti, a combattersi non sono solo le tribù, i vari gruppi etnici e le diverse confessioni religiose: in ballo ci sono anche le potenze europee che, eliminato il colonialismo dai propri programmi politici, continuano a sfruttare il sottosuolo africano, fomentando guerre di varia natura.

 

Quelle più strettamente connesse alla religione sono la guerra in Sudan, anche qui cattolici contro musulmani, e quella in Somalia. Proprio dalla Somalia, dopo essersi fatto le ossa come milizia a servizio di vari signori della guerra, è arrivato il fenomeno di al Shaabab: milizia qaedista, sempre più potente, che ha ormai valicato i propri confini attaccando chiese e comunità cristiane persino in Nigeria. 

 

 

 

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