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ORIENTARSI - Mondo Voc ottobre 2013                                                  Torna al sommario

 

 

Gli step per la valutazione delle scuole

Dalle sperimentazioni alla nascita del S.N.V.

 

Il percorso disegnato dall’SNV (Sistema Nazionale di Valutazione) prevede quattro fasi ed eredita i risultati delle sperimentazioni condotte in Italia a partire dal 2008.

 

di Novella Caterina


invalsiAll’origine del sistema di valutazione c’è l’istituzione – nel 2008 - di un ente ad hoc, l’Invalsi, investito, tra le altre cose, del mandato, di avviare sperimentazioni su possibili modelli e metodologie per la valutazione delle scuole, avvalendosi anche delle esperienze internazionali nel settore.


Il percorso che ha portato all’emanazione del D.P.R. 80/2013 è durato dunque circa quattro anni (dal 2009 all’inizio del 2013), durante i quali sono stati condotti i primi progetti sperimentali in materia. Valsis, Valutazione e Merito (VM), Valutazione Sviluppo e Qualità (VSQ) e Vales sono state le iniziative messe in atto dall’Invalsi e dal Miur che hanno permesso di elaborare un quadro teorico di riferimento, informato “dal basso” cioè ottenuto attraverso i dati e le informazioni recuperati direttamente nelle scuole partecipanti alle sperimentazioni.

 


La prima iniziativa

Valsis è stato il primo approccio istituzionale italiano al tema della valutazione. Prima di tale iniziativa, erano già state condotte alcune isolate esperienze a livello territoriale, che però non avevano prodotto – e forse non avrebbero potuto, per la mancanza di un coordinamento su scala nazionale – risultati sistematizzabili. Il progetto Valsis, partendo proprio dagli spunti offerti dalle piccole sperimentazioni precedenti e indagando il contesto internazionale, attraverso lo studio e l’analisi degli indicatori usati per la valutazione in circa venti paesi, ha permesso di mettere a fuoco il cosa valutare, ispirandosi al modello statunitense CIPP che contempla quattro dimensioni: contesto, input, processo, prodotto.

 


Due sigle per due nuovi passi

valutazione1

A Valsis hanno fatto seguito altre due sperimentazioni. Una, denominata Valutazione e Merito (VM), condotta su istituti delle regioni obiettivo convergenza, nell’ambito dei progetti finanziati con i fondi europei, è stata incentrata principalmente sulla valutazione esterna delle oltre quattrocento scuola coinvolte. L’altra, Valutazione Sviluppo e Qualità (VSQ), ha permesso di mettere a punto protocolli di misurazione e valutazione della performance di circa settanta scuole, ubicate in quattro regioni italiane, e strumenti standard di misurazione delle competenze di base degli studenti e delle prestazioni delle scuole.

 


L’apripista
VSQ in particolare ha contribuito alla maturazione di un clima più disteso nei confronti della valutazione delle scuole in Italia e ha definito alcuni punti fermi che sono stati utili all’avvio dell’ultima sperimentazione, prima che venisse approvato il Sistema Nazionale di Valutazione. Il progetto Vales, questo il suo nome, avviato nell’anno scolastico in corso, avrà durata triennale. La sua conclusione, nell’anno scolastico 2014/2015, coinciderà con l’avvio dell’SNV in tutte le scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado.


Vales anticipa di fatto il processo che il D.P.R. 80/2013 ha normato e reso obbligatorio per tutte le istituzioni scolastiche, avviando un ragionamento di sistema che permettesse di avere dati comparabili tra loro; un processo suddiviso in più fasi, di cui la prima è quella dell’autovalutazione o valutazione interna delle scuole, seguita dalla valutazione esterna e dall’attuazione di un piano di miglioramento.

 


Peculiarità dell’SNV

accountabilityA differenza di Vales, il Sistema Nazionale di Valutazione prevede anche un ulteriore, importante momento: quello della accountability ovvero della rendicontazione verso l’esterno.  Passaggio questo davvero fondamentale, oltre che delicato. In proposito, Angela Martini, ricercatrice…, osservava nel lontano 2007 che quando manca questo aspetto la valutazione si riduce ad una raccolta di dati ed elementi, finalizzati all’uso e consumo interno dell’istituto o degli addetti ai lavori. Cosa che sminuisce la valenza e le finalità di un percorso di valutazione, che invece deve servire a mettere le scuole di fronte a delle responsabilità, rispetto alla gestione e all’organizzazione, e a farle progredire attraverso il superamento delle proprie debolezze.


Prima però bisognerà passare attraverso l’autovalutazione, la valutazione da parte dei team esterni e l’attuazione del piano di miglioramento. Step questi che assorbiranno tre anni scolastici. Si partirà nel 2014/2015 con l’elaborazione del RAV, il Rapporto di auto valutazione, da rendere pubblico sulla piattaforma Scuola in chiaro.


I dettagli e la parte restante del percorso, che tocca anche la valutazione dei dirigenti scolastici e si svolgerà nei successivi due anni scolastici, sono una storia ancora da scrivere.

 

 

 

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